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L' okra appartiene alla famiglia botanica delle Malvacee. Il baccello, lungo 10-15cm, cresce su un arbusto che può raggiungere i 2.50m di altezza. La pianta, originaria dell'Africa, dall' epoca della sua scoperta, circa 4000 anni fa, si è ormai diffusa ampiamente in tutti i continenti. Il baccello dell'ocra in botanica viene definito più propriamente capsula, e come il chili e i peperoni, contiene molti semi bianchi. La capsula seminale tagliata presenta una sezione da esagonale a ottagonale. Se raccolta prematuramente, la capsula è coperta da una buccia verde, fittamente rivestita da una corta peluria sottile.

In cottura, le okra emettono un liquido vischioso che per alcuni non le rende molto appetitose e che non incontra il gusto di tutti.


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Consigli per la preparazione dell'okra

  • Per evitare che l'okra emetta il liquido, basta scottare i baccelli in acqua acidulata con aceto.
  • Un altro sistema per evitare che le okra emettano liquido consiste nel lasciarle intere e metterle a bagno in acqua acidulata con succo di limone per una o due ore prima di procedere alla preparazione.
  • Lavare i baccelli, tagliarli a pezzi piuttosto grossi e farli saltare brevemente a fuoco alto in olio, quindi procedere a seconda della ricetta desiderata.

In alcune preparazioni invece il liquido è necessario, per esempio nel Gumbo, un piatto della cucina creola. Gumbo è il nome africano dell'okra, che originariamente indicava anche tutti i piatti unici che prevedevano l'okra come ingrediente; nel frattempo però il termine si è esteso a indicare anche preparazioni senza okra.


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