Categoria: Alimenti: Verdura: Ortaggi a frutto
Peperone,
bot.: Capsicum annumm L.,
de.: Gewürzpaprika, Tomatenpaprika,
Süßpaprika, Spanischer Pfeffer,
en.: capsicum, sweet pepper, bell pepper,
fr.: poivron, piment doux,
es.: pimientos
Il peperone
appartiene alla famiglia botanica delle
Solanacee
(bot.:
Solanaceae).
Originario dell'America centro - meridionale, venne introdotto in Europa nel XVI secolo, insieme al pomodoro.
In Germania è diventato popolare soltanto dopo la seconda guerra mondiale,
soprattutto grazie agli stranieri residenti
(italiani, spagnoli, greci, turchi e ungheresi), che l'hanno
introdotto e fatto conoscere. Il peperone coltivato in questi Paesi
necessita di molta luce e di calore, in Germania
e in altri paesi dell'Europa centrale, come l'Olanda, cresce
di solito soltanto in serra o in tunnel. Soltanto alcune specie sono riuscite ad adattarsi al
clima relativamente freddo dell'Europa centrale, per questo motivo la coltivazione in Germania
è molto limitata, in particolare se paragonata al consumo annuo. Solo il 5 % circa del prodotto presente
sul mercato proviene dalla Germania, il resto viene in gran parte importato dall'Olanda,
fra cui anche nuove cultivar di color arancione, marrone, bianco, violetto
e nero.
L'Italia occupa il secondo posto in Europa per superficie di coltivazione del peperone, il 20° nel mondo,
tuttavia la produzione non è sufficiente a coprire il fabbisogno nazionale. Le nostre importazioni provengono soprattutto
dall'Olanda e dalla Spagna.
Peperone: Contenuto di nutrienti e varietà
I peperoni di diverso colore non si differenziano anche nel sapore,
ma soltanto per il contenuto di vitamina C, che è maggiore nei frutti rossi.
Il peperone ne è ricchissimo, il suo contenuto varia
a seconda del grado di maturazione da 140 mg ( nel peperone verde), a 400 mg (nel cosiddetto
peperone-pomodoro rosso ungherese, una varietà che per forma ricorda il pomodoro) per 100g di polpa. Solo la rosa
canina fresca e non trattata,
con 1250 - 1500 mg per 100 g di polpa,
e l'
acerola
con 3000 mg per 100 g di polpa, superano
di gran lunga il peperone per contenuto di vitamina C. D'altra parte sia la rosa canina che l'acerola
sono praticamente assenti dal nostro menu quotidiano. Enorme
è anche la varietà di forme del peperone:
tondeggiante schiacciato, rotondo, quadrato, trilobato allungato, triangolare, cuoriforme,
trapezoidale, conico, appuntito, liscio o costoluto. Inoltre i peperoni si distinguono in varietà da tavola - più dolci -
e in peperoncini piccanti.
Nei peperoncini il contenuto relativamente alto dell'
alcaloide
capsicina
determina il
sapore più o meno piccante.
Di questa categoria fanno parte anche i piccantissimi
chili.
I peperoni da tavola
e i peperoni-pomodoro, più dolci, ne contengono invece una quantità minima. L'industria farmaceutica
utilizza la capsicina, contenuta sopratttutto nei semi e nella placenta del frutto,
per la preparazione di antidolorifici.
Peperone: utilizzazione
In cucina, il peperone è un
alimento.
molto versatile, può essere preparato ripieno di
riso
o di carne, con
salsa di pomodoro
in una peperonata,
stufato, grigliato, in pinzimonio,
come ingrediente del
sugo
per la
pasta
e
piatti di riso,
e fa parte di alcune ricette tradizionali come la
bagna caoda piemontese
o la peperonata.
Molto apprezzate sono anche le
insalate miste crude,
con peperoni a striscioline.
Peperone: Suggerimenti e indicazioni
Suggerimento: per la
cottura
dei peperoni nei
sughi
e nelle
vellutate
è importante non aggiungere ingredienti acidi come
vino
o
limone,
perché altrimenti l'ortaggio perde il colore brillante ed assume una tonalità marroncina. I peperoni
(di un colore solo) vengono semplicemente tagliati a pezzetti e stufati con un po'd'acqua
finché sono morbidi. Adesso basta semplicemente
ridurli in crema con il frullatore a immersione (o con il passaverdure),
e passarli al
colino.
Poco prima di servire aggiungere gli altri ingredienti. Crudo, in
insalata,
è il modo migliore per consumare il peperone, perché la
vitamina C
viene parzialmente distrutta dal calore.
Spellare il peperone
La pelle del peperone è difficile da digerire, per cui
spesso la si toglie prima di cucinarlo. Oltre al metodo al forno,
ci sono altri due sistemi per togliere la pelle dei peperoni, più o meno adatti a seconda di come si
vuole utilizzarli in seguito .
-
La
sbucciatura
è consigliata quando si vuole mangiarli crudi in
insalata:
per questo è sufficiente spellare il peperone usando uno spelucchino, o ancora meglio un pelapatate.
-
Il metodo al
forno
si presta meglio se il peperone deve ottenere un
sapore
"deciso", ad esempio se si vuole utilizzarlo per la preparazione di
antipasti.
Per elimnare la pelle, mettere l'
ortaggio sulla placca del forno,
privato dei semi e tagliato a quarti, tenendo il lato della pelle verso l'alto,
e lasciarlo poi
arrostire
a 200-220° C finché la pelle non diventa marrone e forma delle bolle,
staccandosi dalla polpa.
Le bolle possono anche bruciacchiarsi e
diventare in parte nere, questo non pregiudica il sapore del peperone.
A questo punto basta immergerlo in
acqua gelata per farlo raffreddare, e poi staccare la pelle, partendo dal peduncolo. Ora si può
procedere nella preparazione come di consueto.
-
Il terzo sistema per spellarlo agevolmente, la
cottura cottura preventiva,
si adatta a preparazioni in cui il peperone viene successivamente
stufato,
e deve mantenere il colore brillante: privare il peperone
dei semi, tagliarlo a quarti e farlo cuocere per 4 o 5 minuti, quindi
con un coltellino staccare la pelle, partendo dal peduncolo. Se i peperoni non vengono
utilizzati subito, una volta spellati si possono
raffreddare mettendoli in acqua ghiacciata salata.
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