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La portulaca è un ortaggio a foglia appartenente, come la lattuga dei minatori (o portulaca invernale), alla famiglia botanica delle Portulacee (bot.: Portulaceae). La portulaca è una pianta infestante selvatica, e proviene originariamente dalla vasta zona che si estende dall'Asia anteriore all' Himalaja occidentale fino alla Grecia. Già gli Egizi apprezzavano la portulaca come ortaggio e pianta officinale. In Europa si è diffusa come pianta sativa già nel Medioevo, ma con il tempo venne a poco a poco dimenticata, e oggi è conosciuta e apprezzata come alimento solo da una piccola schiera di conoscitori. Per questo motivo viene coltivata raramente, le rare importazioni presenti sul mercato tedesco provengono dall'Olanda, dal Belgio, dalla Francia e da coltivazioni di serra. In Italia la si sta rivalutando per le sue virtù medicinali e come fonte di acidi grassi omega-3.


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Portulaca: descrizione

La portulaca è una pianta perenne, annuale se coltivata, con portamento prostrato e crescita molto rapida, e può raggiungere un'altezza di 15-40 cm. La pianta ha fusti rossastri, da cui si dipartono foglie carnose, obovate e oblunghe, senza picciolo, di colore che a seconda del tipo va dal verde al giallo fino al giallo oro. Durante il periodo della fioritura, da maggio a settembre, fra le foglie della portulaca oleracea spuntano fiorellini di color giallo pastello o arancio.


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Portulaca: nutrienti


La portulaca è una pianta ricca di vitamina C, 100 grammi di foglie ne contengono ca. 22 milligrammi. Inoltre nella portulaca sono presenti anche vitamina B1, B2, B6 e provitamina A, nonché carboidrati, proteine, e alcune sostanze minerali: calcio, ferro, sodio, fosforo e acido ossalico.



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Portulaca: coltivazione, raccolta e conservazione

Se coltivata in campo, la portulaca può essere raccolta già dopo 3-4 settimane dalla semina, in serra addirittura dopo 20 giorni al massimo. Proprio per la sua crescita rapida, la portulaca viene seminata più volte, permettendo così la raccolta dei germogli e delle foglie per tutto l'anno. Da marzo a ottobre la portulaca è coltivata in campo, mentre nei mesi restanti proviene da coltivazioni in serra. In Germania l'offerta sul mercato in questo periodo è limitata, e proviene di solito dall'Olanda e dall'Europa meridionale.

Per la raccolta si tagliano le foglie con una piccola porzione di fusto, il quale ricresce e può essere raccolto due o tre volte a stagione. Appena la pianta fiorisce, però, le foglie diventano amare.

La portulaca si conserva solo per breve tempo, anche in condizioni ottimali, cioè a una temperatura da 0 a 1°C e percentuale di umidità del 95 per cento, le foglie si conservano al massimo per 5 giorni.


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Portulaca: utilizzazione

Le foglie della portulaca si possono mangiare crude in insalata o lessate. In insalata armonizzano bene con cetrioli, pomodori e lattuga. Consumandole crude, tagliate a striscioline e servite su fette di pane integrale di segale, se ne può apprezzare al meglio il sapore leggermente acidulo, dal vago gusto di noce. Per la cottura, ll metodo migliore è sbollentarle brevemente, come se fossero spinaci, e condirle semplicemente con olio e sale, ma si possono impiegare anche in molte altre preparazioni (frittate, salse ecc.). I boccioli dei fiori si possono utilizzare in sostituzione dei capperi, e fritti sono una saporita decorazione per le insalate.


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Portulaca: proprietà medicinali

Come già accennato, gli antichi Egizi utilizzavano la portulaca anche come pianta officinale, e ne usavano le foglie per preparare una tisana contro disturbi alla vescica e ai reni. La portulaca ha inoltre proprietà depurative, diuretiche e rinfrescanti, ed è utile fra l'altro anche contro i bruciori di stomaco.


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