Scienza dell' alimentazione: Terminologia scientifica
pH, potenziale idrogeno,
de.: pH-Wert,
en.: pH,
fr.: potentiel hydrogène,
es.: potencial hidrógeno
Il pH (lat.: pondus hydrogenii) è la misura del'intensità dell'azione basica o acida di una
soluzione, vale a dire il suo grado di acidità o alcalinità.
Nel caso degli alimenti e dello spazio vitale dei sistemi biologici, si tratta quasi sempre
di soluzioni acquose. Il pH indica il grado di concentrazione degli ioni H3O+,
i cosiddetti ioni ossonio. Più esattamente: Il pH rappresenta il valore del
logaritmo negativo in base 10 dell'attività degli ioni ossonio.
Nelle soluzioni acquose altamente diluite, questa
attività coincide approssimativamente con la concentrazione degli ioni ossonio, espressa in mol/litro.
Il termine pH deriva dai pondus Hydrogenii, o
potentia Hydrogenii, e viene dal latino
(lat.: pondus = peso; potentia = potenza; hydrogenium = idrogeno).
Il pH varia normalmente da 0 a 14, ma sono possibili anche valori inferiori o superiori.
Una soluzione di soda caustica di 10 mol per litro d'acqua ad esempio ha un pH uguale a 15.
Il pH =0 indica una soluzione fortemente acida, il pH 14 molto alcalina, il pH compreso fra 6,6 e 7,5
è neutro. L'acqua distillata (alla temperatura di 25°C) e il sangue hanno pH neutro.
L'importanza del pH per gli alimenti
La degradazione microbica degli
alimenti
dipende in gran parte anche dal valore pH predominante. In linea di massima, un ambiente neutro è l'ideale
per la crescita e lo sviluppo di quasi tutti
i microrganismi (pH da 6,6 a 7,5),
vale a dire che un pH neutro favorisce al massimo l'attività metabolica dei microrganismi, e di conseguenza
la loro proliferazione. Questo vale soprattutto nel caso di
una conservazione non adatta, in ambiente troppo caldo, e in particolare per gli alimenti proteici
quali
carne,
pesce,
uova
e prodotti derivati.
Capacità tampone e degradazione degli alimenti
Nel processo di deterioramento degli alimenti, la cosiddetta capacità tampone
assume un ruolo particolare. Il concetto di "capacità tampone" (o capacità tamponante, potere tamponante)
proviene dalla chimica, e indica la quantità di
acidi
o
basi
che può venire neutralizzata da una soluzione tampone
senza che avvengano variazioni
sostanziali del suo pH.
Nel caso degli alimenti,la capacità tampone dipende essenzialmente dal loro contenuto di
proteine.
Gli alimenti di origine animale sono ricchi di proteine e hanno un' elevata
capacità tampone, gli alimenti di origine vegetale hanno un basso contenuto di proteine, e una
capacità tamponante limitata.
In pratica, più alto è il contenuto proteico di un alimento, maggiore è la sua capacità tampone,
e più tempo è necessario perché il
pH cambi in misura tale da impedire o limitare la proliferazione dei batteri.
Durante il processo di maturazione degli alimenti(ad es.la
maturazione della carne)
e il loro periodo di conservazione, si ha formazione di acidità, che nel caso di prodotti
contententi proteine
porta a una lenta diminuzione del pH. In questo caso i batteri trovano terreno fertile e
gli alimenti si deteriorano in breve tempo.
Il pH degli alimenti
In presenza di valori pH molto alti o molto bassi l'attività metabolica di batteri e
microrganismi diminuisce progressivamente. La maggior parte dei batteri può sopravvivere fino a un
pH minimo di 4,4 e a un massimo di 9. In un ambiente al di sotto di pH 4 o
oltre un pH 9 sopravvivono soltanto alcuni "specialisti", fra cui
ad esempio i
batteri dell'acido lattico,
che si moltiplicano anche a pH 3. Tuttavia questi batteri per sopravvivere necessitano di
un particolare tipo di acido. I batteri dell'acido lattico ad esempio sopravvivono più facilmente nell'
acido lattico
o nell'
acido acetico
che negli acidi
cloridico,
citrico,
tartarico,
o
fosforico.
I lieviti
e le
muffe
si moltiplicano a seconda del tipo di acido anche a valori del pH intorno all'1,5.
Il pH di alcuni alimenti
Il pH degli alimenti sotto elencati è da considerarsi come valore medio, e può
sottostare a variazioni naturali.
-
lievito in polvere
pH 8,5
-
proteine
pH 7,8
-
latte
pH 6,4
-
latte acido
pH 5
-
crauti
pH 4
-
bibite a base di cola
pH 4
-
aceto
pH 3
-
bibite gassate (limonate, aranciate ecc.)
pH 3
-
mela
pH 3,2
-
succo di limone
pH 2,3
Secondo l'ordinamento tedesco sull'
acqua potabile, il pH dell'acqua
deve avere un valore compreso tra 6,5 pH e 9,5 pH, lo
stesso valore consigliato dalla legislazione italiana.
Come riferimento: l'acido gastrico ha un pH compreso fra 1,2 e 3.
|