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Il salmone argentato (zool.: Oncorhynchus kisutch) appartiene alla famiglia dei salmonidi. Il suo nome deriva dalla livrea argentata, picchiettata di nero e composta da numerosissime piccole scaglie. Il dorso è di color grigio antracite con sfumature verde/bruno, e diventa più chiaro sui fianchi, mentre il ventre è quasi bianco, con riflessi argentati. La linea laterale è chiaramente riconoscibile dalla sottile riga nera, e come tutti i salmonidi, fra la pinna dorsale e caudale presenta la caratteristica pinna adiposa. Gli esemplari raggiungono in media il peso di 3,5 kg, ma possono pesare fino a 10 kg e oltre.

L’habitat naturale del salmone argentato è l’Oceano Pacifico, ed è diffuso dal Mar Glaciale Artico fino alle coste dell’Asia e di tutto il continente americano.

La popolazione selvaggia del salmone argentato si è ridotta di molto a causa della pesca indiscriminata, che ora non riesce a coprire la grande richiesta. In commercio si trovano quindi soprattutto esemplari provenienti da acquaculture canadesi, ma nel frattempo l’allevamento in stagno del salmone argentato ha preso piede anche in Europa.


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Preparazione

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Il salmone argentato è considerato fra i migliori dal punto di vista culinario. La sua carne è soda e si presta ad essere arrostita, affogata ( cotta cioè lentamente in poco liquido caldo, ma non bollente), affumicata e marinata.


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